Nemea: il rock r-esiste

di Roberto Pati

La magia della musica è esplosa in tutta la sua interezza a risvegliare sensi sopiti.

Non importa da dove arrivi, quale sia lo strumento se la valanga ti travolge lasciandoti esanime. Un caleidoscopio di suoni che diventa arcobaleno a segnare un confine labile tra le dimensioni. Il trascendente prende il sopravvento, il suono si erge e sontuoso dilaga, si spacca e riforma.

Alex Mauriello, bassista, mi apre il mondo Nemea, s’infila nel suo vissuto musicale tirando fuori Flea, e certo che si percepisce, dalla prima all’ultima nota , si percepisce nella cura maniacale del dettagli e nell’egocentrismo, ma si percepisce anche l’arte di Maroccolo

Ci siamo addentrati nella palude dei paragoni e/o influenze che tanto m’inquieta. Mi racconta degli accostamenti pregressi a Catartica, e sticazzi. Io andrei oltre, alla ricerca di ciò che ha permesso la creazione del capolavoro di Godano & Co. L’elegante disperazione dei Ritmo Tribale. La tagliente rabbia del Teatro degli Orrori, per rimanere in superfice.

È palese la presenza di tanta musica ingurgitata, rimasticata e fagocitata fino a renderla funzionale ad un progetto di spessore.

Una ritmica precisa e scandita, fa il pari con una chitarra mai uguale che ha attinto da repertori di importanti, mi sembra che Canali, Renzulli e simile, tanto per restare in Italia, non gli siano estranei, sempre tesa a rincorrere emozioni nei meandri di squarci e wah wah mai fine a se stessi.

La voce tagliente si muove tra il miglior Edda e un ispirato Capovilla, senza per questo rischiare di essere catalogata come un OGM.

Nemea emozionano cantando emozioni introspezioni, senza tralasciare la denuncia (Mogadiscio).  Cattività, Nella nebbia e Solo insieme a me, sono un trittico interconnesso dove i nostri si proiettano alla ricerca di un’identità artistica che si manifesta in tutto il suo spessore in quel gioiellino che è Intro Muse. Un po’ slegata dal resto, Mogadiscio, un feroce tributo alla povera Ilaria Alpi.

Ci siamo? Certo che ci siamo, sarebbe un vero peccato perderli, con quello che gira oggi, non possiamo permettercelo.
Grazie ragazzi.

BIO.

I Nemea nascono dall’incontro fra il chitarrista Christian Carpentieri ed il batterista Martino D’Amico, i quali già provenivano da un progetto in comune, con il bassista Alex Mauriello.  Ognuno dei tre musicisti ha le proprie influenze musicali ed il proprio background di studi ed esperienze, ed insieme decidono di iniziare a comporre i primi pezzi inediti, notando sin dai primi attimi un buon affiatamento. Il tempo passa, e con ciò matura l’idea di inserire una voce nei pezzi che man mano iniziano ad essere sviluppati. Dopo una lunga ricerca, i tre musicisti fanno la conoscenza di Mario De Luca, il quale dopo poche prove diventerà il frontman dei Nemea.

Dopo mesi di lavoro, a novembre 2021 esce il primo lavoro della band, un EP intitolato “Nemea”, composto da 5 brani, registrato, missato e masterizzato presso Imakerecords di Francesco Tedesco e distribuito su tutte le piattaforme dalla label XXXV.

I Nemea propongono un alternative rock con influenze hard rock, dark e funk, caratterizzato da un’alternanza di riffs violenti con momenti maggiormente dedicati alla melodia.

I membri del gruppo sono:

Mario De Luca (voce),

Christian Carpentieri (chitarra, cori),

Alex Mauriello (basso, cori),

Martino D’Amico (batteria, cori).