Summani: Storia di suoni e uomini

di Roberto Pati –

Estate 2017, festa di comunione di una bambina. Mimmo e Peppe s’incontrano e scatta la prima domanda: Stai suonando? Alla seconda domanda: Suoniamo insieme? si mette in moto la macchina. Si aggiungono subito; Nicola Tullio e Nicola. pochi giorni dopo, in sala, nasce l’alchimia ed è subito magia.inizia una storia di amicizia nel Suono.

Summani: cinque come uno solo. L’intesa immediata è subito foriera di idee e prendono piede i primi brani. Il primo Live d’esordio a Potenza, nome che intrinsecamente rappresenta il carattere stesso del suono Summani. Potenza e tecnica al servizio della causa. Un taglio musicale estremo infarcito di Math rock, ritmi reggae, blues e sperimentazione di ogni genere ma comunque finalizzata al virtuosismo formale e a una evidente profondità concettuale. Un progetto sonoro che ci scaraventa addosso una lava di vibrazioni sonore, da lasciarci senza fiato. Progressive in ogni dove , si intersecano a una fusion di ampio spettro. Ritmica allucinante e percussioni partenopeee a denotarne le origini, tappeto sonoro degno di un orchestra fanno dei Summani un gruppo illuminato e illuminante, incastrato alla perfezione nel panorama musicale italiano di qualità. Il sound, come il fulmine, si diffonde dall’alto, irradiando tutto l’ambiente circostante e scaricando tutta la sua forza. Summano (Summanus) era il Dio dei Fulmini per gli Etruschi, poi ripreso in era romana come Giove Summano (luppiter Summanus). L’aggettivo caratterizza anche la parte sommitale del Monte Sacro il cui vertice è il punto centrale intorno al quale tutto ruota. Il Mons Summanus incarna le dicotomie fondamentali celeste/terreno, terreno/inferno, selvaggio/civile. Summanus appare come uno spazio di frontiera tra mondo dei vivi e mondo dei morti, tra uomo e dio, tra natura e cultura…tra palco e resto del mondo. Il palco, infatti, è un altare, un luogo privilegiato e la dimensione del musicista è quella di diffondersi. I Summani sono Vesuviani e il fuoco che li accomuna rende possibile la fusione di esperienze e di stili. Le tematiche affrontate nelle liriche esplorano la società contemporanea con le sue problematiche: disagio, immigrazione, solitudine, compulsioni mediatiche, devianze, ma raccontano anche storie di personaggi reali conosciuti e incontrati durante la vita. Raccontarsi e raccontare storie, riconoscersi e proporsi al mondo in modo positivo. Esporsi in pubblico con la fierezza del napoletano, tenendo alte le proprie origini. La trasposizione in musica di queste dinamiche personali hanno dato vita al primo lavoro discografico, infatti nell’ inverno 2018/19 prende forma il materiale definitivo per il primo album ” Prologo “, che si apre con una tiratissima “libera la serpe” che racchiude un sé un percorso musicale che partendo dagli Area, approda con naturalezza ai Massimo Volume. In conte goffo e la mia città, si manifesta un sound che trova una sua strada affrancandosi da maestri e influenze. Social network, uno spaccato di realtà virtuale, dove i Summani ci danno un saggio di quelle che sono le loro capacità tecniche. Basso impressionante che vacilla tra il funky e l’universo. Batteria sontuosa e precisa. Chitarre in ritmica e solo che volano tra virtuosismi e trame di velluto, voce al servizio della causa. insomma un capolavoro. A chiudere questo Concept EP senza più frontiere. Una ballata etnica che guarda ad oriente attraverso il filtro della fusion.

Summani sono: Mimmo Angrisani, voce e percussioni. Nicola De Luca chitarra. Matteo Abete, basso. Nicola Lampitiello, chitarra. Peppe Magnolia, Batteria