Progressive Italia: Janus

di F.G. Longo –

Formati da Mario Ladich, gli Janus nacquero a Roma nel 1975 negli ambienti giovanili dei movimenti politici di destra e non hanno mai avuto vita facile nella scena musicale italiana, visto che l’organizzazione dei concerti durante gli anni ’70 era una prerogativa dei movimenti di sinistra. Il primo nome del gruppo fu Janum, poi modificato successivamente nel più corretto Janus (Giano, il dio romano dell’apertura e dell’inizio). 
Il gruppo fu sempre caratterizzato da frequenti cambi di formazione (mai citata né sulle copertine né in varie interviste). Dopo un 45 giri di esordio alla fine del 1976 con il nome Janum, una nuova formazione realizzò un EP nel 1977.
Pur non partecipando alla registrazione dell’EP, il chitarrista Stefano Recchioni (morto nel 1978 durante gli scontri di una manifestazione politica) fece parte per breve tempo del gruppo in questo periodo, nel quale si susseguirono diversi cantanti.
Il loro unico album,Al maestrale venne realizzato privatamente dal gruppo nel 1978, fondendo insieme influenze hard rock con un leggero tocco di folk (con un buon uso del flauto) ed anche alcune sonorità di derivazione punk (come in Manifestazione non autorizzata).  Le parti vocali sono deboli, e l’album, di durata inferiore ai 30 minuti, risente della mancanza di tecnica e produzione professionale, pur contenendo qualche buon momento.
Nel 1979, dopo l’uscita dell’LP entrò nel gruppo l’ex cantante e chitarrista del Nuovo Canto Popolare, Fabio Torriero.
Un secondo album, registrato nel 1981 da una formazione a quattro senza chitarra, sempre capitanata da Ladich, non è mai stato pubblicato e solo due brani totalmente strumentali tratti dal disco sono comparsi sull’ultimo 45 giri del gruppo, che si è sciolto alla fine del 1981.
Il leader del gruppo, il batterista Mario Ladich ha anche partecipato alle registrazioni del raro LP Science and violence del 1979 uscito sotto il nome di Carrè Ladich Marchal.

Tutto ciò che è stato prodotto dagli Janus è raro e difficile da trovare, specialmente il ricercatissimo album Al maestrale. 
La maggior parte delle 1000 copie originali vennero distrutte da un incendio in una libreria in cui erano stoccate, circa un anno dopo l’uscita del disco. L’album venne ristampato dopo poco su una cassetta distribuita privatamente, in 500 copie.
Il disco è stato ristampato nel 1997 su CD e nel 1998 in una serie limitata di 500 copie in vinile, facilmente riconoscibili dalla scritta “Ristampa 500 copie” sul retro della copertina.
Nel 2012 è uscita un nuova ristampa in vinile di 500 copie numerate prodotta dall’etichetta portoghese Extremocidente (cat. DEO 12092712) insieme all’italiana Rupe Tarpea. Questa edizione comprende un inserto e una cartolina con una foto del gruppo.
L’EP con 5 brani del 1977 Janus è conosciuto anche come European Rock Ensemble, dalla scritta nel logo del gruppo sul retro della copertina.
Entrambi i singoli Pescatore di sogni e Note per un amico contengono errori di stampa, il primo è chiamato Pescatori di sogno sulle etichette, l’altro ha il titolo della facciata B cambiato in Danza per lupi invece di Danza dei lupi sulla copertina. 
Di Pescatore di sogni venne realizzata una ristampa un anno più tardi dopo l’esaurimento dell’edizione originale. Il singolo ha la stessa copertina della prima edizione ma etichetta gialla, con il titolo corretto.
Il CD Tributo a Janus, uscito nel 1997, contiene brani degli Janus eseguiti da altri, insieme a due inediti del 1981 suonati dal gruppo stesso.
L’EP del 2017 Lo nero metallo nostro, in copertina singola con inserto, contiene tre brani registrati dal vivo al 1° Campo Hobbit del giugno 1977. Il disco è uscito in edizione numerata di 300 copie con vinile nero e 100 con vinile celeste, oltre ad un’edizione di 50 copie per il mercato tedesco con diversa copertina e un test pressing realizzato in 21 copie e anch’esso con grafica diversa.
 
Gli Janus (originariamente Janum) erano un gruppo rock nazionalrivoluzionario nato nella storica sezione Colle Oppio del Movimento Sociale Italiano, che fu una delle prime sezioni romane del Msi. Nacque nel 1976 per opera di Mario Ladich, che ne fu sempre l’anima e il leader, in tutte le vicende e le traversie che il gruppo dovette affrontare negli anni. Ladich, oltre a essere un militante della storica sezione, era ed è un esperto di storia romana, in particolare di numismatica. Ha scritto diverso libri sull’argomento, Il sole nelle monete di Roma, del 1978, Monete vandale, del 2013 per la editrice Diana. Fu lui a scegliere il nome del gruppo, Janus, il più antico tra gli dèi di Roma. Il tipo di musica è stato definito un rock progressive, dalla ricerca musicale sofisticata, dalla sonorità limpida, dalla complessità del fraseggio, che non tutti potevano trovare immediatamente godibile. Il tempo ha reso giustizia agli Janus, e risentendo oggi i loro brani piacevolmente ossessivi, come qualcuno li ha definiti, se ne comprendono appieno il valore innovativo e la carica rivoluzionaria. Anche e soprattutto considerando i tempi e la penosa penuria di mezzi da cui questo e altri gruppi alternativi dell’epoca furono sempre afflitti. Tutti i loro vinili gli Janus li produssero infatti privatamente e andare a fare un concerto era un’autentica impresa. Come raccontò lo stesso Ladich in un’intervista, infatti, non erano cantautori che si spostavano con una chitarra e basta, no: loro avevano bisogno di un furgone per trasportare gli strumenti, avevano bisogno di amplificatori potenti, di casse e quant’altro. Ogni trasferta era costosa e non sempre se lo potevano permettere. Anche perché la musica militante non pagava davvero. Mario Ladich, batterista, è l’unico a essere rimasto nel gruppo in tutti i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni: motivi di studio, di lavoro, difficoltà a trovare musicisti di destra hanno costellato il cammino degli Janus: ogni tanto dalle rivista che li sostenevano, La Voce della Fogna o Dissenso o lo stesso Secolo d’Italia, Ladich lanciava appelli per trovare un bassista o altri elementi. Il gruppo nella sua carriera ha realizzato un 45 giri, con basso, chitarra e batteria, con i brani Rivoluzione e Tempo di vittoria. Il gruppo alternava brani strumentali a canzoni con voce.

Recchioni approda agli Janus nel 1977

Nell’estate del 1977 gli Janus suonano al I Campo Hobbit, con Stefano Recchioni alla chitarra (reperito proprio grazie a un appello sul Secolo!), accolti entusiasticamente dal pubblico, che non aveva mai neanche immaginato un gruppo rock nel panorama della musica alternativa. Nello stesso anno nasce l’EP European rock ensemble con cinque brani. Dopo l’assassinio di Stefano Recchioni ad Acca Larenzia il 7 gennaio 1978 a opera di un carabiniere, il gruppo subisce un’ennesima trasformazione. Va al II Campo Hobbit con una nuova formazione tra cui il flautista Claudio Coen Belinfanti, con cui realizzano quello che è considerato i miglior lavoro del gruppo, l’Lp Al Maestrale. La bellissima copertina di questo disco, un drakkar vichingo a vele spiegate con la croce celtica, è disegnata dal francese Jack Marchal, già collaboratore della Voce della Fogna e musicista egli stesso. Tra l’altro, nel 1979 Ladich inciderà insieme a Marchal e Oliver Carré l’album Science e Violence, che poi sarà presentato al III Campo Hobbit. Nel 1980 c’è un altro cambio nella formazione: entra Fabio Torriero, già componente del gruppo Nuovo Canto Popolare, con cui gli Janus realizzano il 45 giri Pescatore di sogni, dedicato a tema della lotta alla droga e che riceve anche il plauso di Giorgio Almirante. Quell’anno, in un incendio doloso alla libreria Europa di Roma appiccata dagli autonomi vanno bruciate le scorte del disco, che però in seguito sarà ristampato. Anche con queste difficoltà si doveva fare i conti a quei tempi. Nel 1981 gli Janus producono l’ultimo 45 giri, Note per un amico (A Stefano) dedicato a Stefano Recchioni, solo strumentale, e Danza per lupi. In quello stesso anno si sciolgono definitivamente, ma il segno lo avevano lasciato, e fu un segno veramente rivoluzionario se ancora nel 1997 ci sarà un concerto Tributo a Janus e se il loro Al Maestrale verrà ristampato in tiratura limitata per ben due volte, nel 1997 e nel 2012.

Oggi il materiale della Janus è conservato in un un’archivio online sul sito LORIEN.