Addio a Marco Mathieu (Negazione), il punk italiano in lutto.

A cura di Salvatore Sidney Alfieri

Avevo 15 anni quando comprai i miei primi vinili punk italiani, fra i tanti c’erano “Sempre in bilico” e “Condannati a morte nel vostro quieto vivere” dei Negazione. I Negazione, ed i Nerorgasmo, mi colpirono subito, mi innamorai subito del punk italiano e cazzo, è bellissimo! Anche l’America ci invidia. Tutto il mondo sa bene che il vero hardcore punk è italiano. Iniziai a suonare il basso grazie a bassisti come Marco Mathieu, molto prima di suonare la chitarra negli Overcoma nel 2014. Marco è un personaggio che mi ha sempre ispirato; scrittore, giornalista (La Repubblica), creatore di documentari, musicista. È e rimarrà un’ispirazione in tutto quello che faccio. Marco e’ morto la scorsa vigilia di Natale. Aveva 57 anni, gli ultimi quattro anni li ha trascorsi in coma vegetativo in seguito a un ictus.

Nato a Torino il 6 marzo 1964, in gioventù bassista dei Negazione attiva fra il 1983 e il 1992, con oltre mille concerti e cinque album, era diventato il vice capo della redazione sportiva di Repubblica.

Grazie per tutto Marco.

Il punk non morirà mai!

Autore di libri come ‘A che ora è la fine del mondo?’, ‘In viaggio con Manu Chao‘, ‘Il portiere di riserva’ e ‘OltreNero’, era anche un tifosissimo del Torino. La sua storia colpì anche Sinisa Mihajlovic, che quando sedeva sulla panchina granata lanciò un incoraggiamento pubblico al giornalista: “Forza Marco, noi ti aspettiamo e tifiamo per te“, aveva detto nel ricordare l’incrollabile fede granata di Marco. Sono numerosi, sui social, i messaggi di cordoglio per la morte di Mathieu, tra cui quello degli Africa Unite.

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