Audience – The House On The Hill (1971)

di F.G. Longo –


Audience – The House On The Hill (1971)
Gli inglesi Audience furono uno di quei gruppi minori della grande famiglia del progressive inglese che è stato con gli anni ingiustamente dimenticato. Formatisi a Londra nel 1969, sono stati uno dei gruppi più amati nei circuiti dei piccoli club e dei college inglesi di quegli anni.
Incisero un primo e ancora acerbo album omonimo per la Polydor nel 1969, passato piuttosto inosservato, mentre il secondo “Friend’s Friend’s Friend”, uscito l’anno successivo per la Charisma, suscitò maggiori consensi, tanto da attirare l’attenzione di un produttore “mainstream” come Gus Dudgeon (quello di Elton John, per intenderci), ma che aveva un occhio e un orecchio particolare per i gruppi underground, avendo infatti realizzato alcuni dischi della Bonzo Dog (Doo Dah) Band, Tea & Symphony, Bakerloo, Michael Chapman e Spring. Dudgeon produsse quindi questo loro terzo album, “The House On The Hill” (Charisma, 1971), che venne recensito entusiasticamente un po’ da tutta la stampa musicale, anche italiana. Di sicuro l’apporto di Dudgeon è stato decisivo a focalizzare definitivamente lo stile del gruppo, ora in bilico tra trame jazzate e folk progressivo.
Forti di un vocalist sanguigno ed espressivo come Howard Werth, gli Audience si dimostrano qua capaci di inanellare accorati gospel come “I Had A Dream”, un flamenco come “Raviolé”, superbamente arrangiato da Robert Kirby (quello che arrangiò pure “Five Leaves Left” di Nick Drake e “Just Another Diamond Day” di Vashti Bunyan e che in seguito lavorò anche con gli Strawbs e John Cale) e una briosa e scanzonata “You’re Not Smiling”.
Completano il quadro una deliziosa cover di “I Put A Spell On You” di Screamin’ Jay Hawkins e, soprattutto, i due capolavori di Werth (che era la vera intelligenza del gruppo), vale a dire la lunga cavalcata jazzistica canterburiana in odor di Nucleus di “Jackdaw” e la splendida title track, forte di una miscela di progressive esotico tra East Of Eden e Jade Warrior.
Fonte: Leonardo Di Maio

Dudgeon produsse quindi questo loro terzo album, “The House On The Hill” (Charisma, 1971), che venne recensito entusiasticamente un po’ da tutta la stampa musicale, anche italiana. Di sicuro l’apporto di Dudgeon è stato decisivo a focalizzare definitivamente lo stile del gruppo, ora in bilico tra trame jazzate e folk progressivo.